GEOGRAFIA FISICA
Morfologia e idrografia. Fisicamente la regione può essere suddivisa
in due sezioni, con caratteristiche assai diverse. Quella occidentale, montuosa
e costituita da rocce calcaree con evidenti fenomeni carsici, supera lo spartiacque
appenninico formato dai Monti della Laga, dal Gran Sasso e dal massiccio della
Maiella , e include gli alti bacini del Liri e del Salto, tributari del Mar
Tirreno, il versante orientale dei monti Simbruini e della Meta, e gli ampi
bacini interni del Fucino, di Sulmona e del Piano delle Cinquemiglia, separati
fra loro dalle catene del Velino (2.487 m), del Sirente (2.349 m) e della
Montagna Grande (2.151 m). La sezione orientale è formata da un'ampia
fascia collinare subappenninica, costituita da terreni argillosi e arenacei
cenozoici, fortemente incisi dall'erosione. Essa declina dolcemente fino alla
costa, orlata da ampie spiagge sabbiose, interrotte dalle frequenti foci dei
fiumi. I rilievi montuosi condizionano l'impostazione della rete idrografica
abruzzese. I corsi d'acqua hanno all'interno un andamento longitudinale e
successivamente si aprono un varco attraverso profonde gole trasversali (gole
di Popoli, di Barrea) per scorrere in seguito, quasi paralleli tra loro, trasversalmente
al rilievo. I principali fiumi sono: l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Vomano,
tutti sfocianti nel Mar Adriatico . Clima. Il clima della regione è
condizionato dall'altitudine e dalla disposizione dei rilievi. Le precipitazioni
sono abbondanti sui rilievi esposti alle influenze del Tirreno, piuttosto
scarse nell'interno.
GEOGRAFIA UMANA
Popolazione. La morfologia della regione ha determinato differenze ben marcate
nella distribuzione della popolazione. Nell'interno i centri si sono sviluppati
particolarmente in corrispondenza delle più vaste conche intermontane:
è il caso dell'Aquila, di Sulmona, di Avezzano . I maggiori addensamenti
si verificano tuttavia lungo la fascia costiera; le città (Giulianova,
Roseto degli Abruzzi, Pescara , Francavilla al Mare, Ortona , San Vito Chietino,
Vasto), sorte generalmente come centri pescherecci, si sono sviluppate anche
come stazioni climatiche e balneari. Le città della fascia collinare
sono Teramo e Chieti, entrambe capoluoghi di provincia (gli altri capoluoghi
sono L'Aquila e Pescara ). La situazione demografica abruzzese è resa
instabile dallo spopolamento dovuto sia all'emigrazione extraregionale sia
allo spostamento degli abitanti dalle zone di montagna verso quelle costiere,
caratterizzate da un più vivace sviluppo economico a causa di un'agricoltura
più redditizia e del maggior grado di industrializzazione e turismo.
GEOGRAFIA ECONOMICA
Agricoltura e industria. Per secoli agricoltura e pastorizia hanno costituito
i poli di riferimento dell'attività economica regionale. I principali
indicatori economici mostrano una regione che si va allontanando dal Mezzogiorno,
per avvicinarsi sempre di più ai valori medi nazionali: è una
tendenza determinata dallo sviluppo rapido del settore industriale, territorialmente
concentrato lungo l'asse costiero e causa d'aggravamento del dualismo regionale
tra il fronte marittimo e le zone interne. Lo stato di fatto della rete autostradale
ha contribuito a sottolineare tale dualismo: l'autostrada per Roma, "chiusa"
dal massiccio del Gran Sasso , si è configurata come un ulteriore incentivo
al legame dell'Aquila e di Avezzano, i maggiori poli urbani all'interno, con
le strutture terziarie della capitale. Solamente nell'autunno del 1984 è
stato stabilito il collegamento diretto tra L'Aquila e la costa adriatica,
grazie all'apertura di un tunnel a senso unico. A conferma di quanto detto,
nel capoluogo regionale, dopo l'insediamento dell'Italtel, non si sono sviluppate
altre iniziative industriali, né la città è riuscita
a dotarsi di quelle sedi di servizi necessarie ad accrescere la funzione polarizzante
per un territorio rurale che continua a configurarsi con i connotati di area
agricola a scarsa produttività, con insediamento rado e con basso tenore
di vita. In tale contesto territoriale la Conca del Fucino è un episodio
isolato di specializzazione agricola e Avezzano il centro di una piccola area
di campagna urbanizzata (piccola industria localizzata nei pressi del casello
autostradale), in cui è sorta la nuova stazione per le telecomunicazioni
Telespazio.
Sviluppo adriatico. Malgrado l'arretratezza dell'Abruzzo interno, rappresentato
amministrativamente dal territorio dell'Aquila, i dati congiunturali della
regione dimostrano che, grazie al dinamismo della fascia costiera e in special
modo della pariglia urbana Chieti-Pescara, gli Abruzzi hanno partecipato a
quel modello di sviluppo adriatico che è stato uno dei fenomeni pi
ù rilevanti dell'Italia negli anni Ottanta (Teramo, Lanciano , Vasto,
i centri turistico-balneari e l'area urbanizzata Chieti-Pescara sono infatti
gli spazi-guida della crescita regionale). Le nuove localizzazioni industriali,
soprattutto media e piccola impresa, non appartengono a settori tecnologicamente
avanzati, ma la recente crescita degli investimenti riguarda soprattutto i
macchinari, cioè la meccanizzazione delle produzioni, grazie alla quale
anche rami tradizionali come il tessile, l'abbigliamento, le calzature, la
mobilia e gli alimentari hanno dimostrato di essere in grado di fornire redditi
rilevanti e di riuscire a imporre i loro prodotti sui mercati esteri. Gli
Abruzzi hanno visto crescere così, tra il 1987 e il 1997, gli occupati
nell'industria mentre sono riusciti a contenere, avvicinandosi alla media
nazionale, la crescita del numero delle persone in cerca di occupazione. La
regione, grazie innanzitutto alla vitalità del settore industriale
e poi a una certa espansione dell'attività turistica, ha in parte recuperato
il ritardo rispetto alle aree più ricche del Paese mentre rimane però
sempre aperto l'annoso problema della valorizzazione delle zone interne.
LA REGIONE ABRUZZO

Regione dell'Italia
peninsulare (10.798 km2, 1.279.000 abitanti; 305 comuni) compresa tra l'Appennino
Centrale e la costa adriatica, nel tratto limitato dalle foci dei fiumi
Tronto a nord e Trigno a sud. Sino al 1963 costituiva con il Molise un'unica
regione. Comprende le province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Sino
al 1927 le province erano tre: Abruzzo Citeriore, Abruzzo Ulteriore I e
Abruzzo Ulteriore II, con capoluogo rispettivamente Chieti, Teramo e L'Aquila.
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