TERAMO
Il
nome Interamnia, sicuramente romano, secondo alcuni, si deve alla posizione
della citta', su di un piccolo e ridente promontorio lambito da due fiumi,
il Tordino ed il Vezzola che, all'altezza della punta, s'incrociano e si fondono
per raggiungere il vicino mare Adriatico lungo una dolce vallata.Fino ai primi
anni dell'impero, Interamnia si governo' a Repubblica indipendente, Roma la
lascio' per molto tempo libera con leggi e governo proprio, e la ebbe alleata
contro Annibale, giovandosi dei suoi forti e coraggiosi giovani. Dopo la guerra
sociale, divenne Municipio. Poi Roma la assoggetto' mandandovi
una colonia militare sillana. Interamnia fu compreso nella Regione V (Picenum)
a partire da Augusto.Da allora essa segui' la fortuna dell'impero fino alla
sua caduta.
Tra il 1155 e il 1156 Teramo fu nuovamente incendiata ad opera di Roberto,
Conte di Loretello. Dalla feroce aggressione furono parzialmente risparmiati
la Chiesa di Santa Maria Aprutiensis (oggi Antica Cattedrale), costruita nel
VI secolo, alcuni muri della Chiesa di Santa Mario a Bitetto (via Stazio),
Casa Raimondo-Narcisi (v. Anfiteatro), il Chiostro dello Madonna delle Grazie,
realizzato nel 1153.La citta' fu ricostruita dal Vescovo Guido II, Signore
di Teramo, ed e' a quest'epoca che si fa risalire l'inizio della costruzione
della nuova cattedrale. I Vescovi che si susseguirono concessero a Teramo
molti privilegi.
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La
citta' divenne, tra l'altro, organismo municipale con il diritto di eleggersi
un proprio podesta'.Nel 1234, Federico II di Svevia divise il Regno di Sicilia
in nove Province dette Giustizierati e Teramo fu annessa a quello capeggiato
da Sulmona. Dopo la morte di Federico II, cui successe Corradino, Teramo fu
assediato dagli Ascolani, ne ebbe distrutte le mura e divelte le porte di ingresso.
Molti cittadini furono fatti prigionieriI primi anni dei XIV secolo rappresentano
forse il momento piu' felice della storia della citta'.
