LA REGIONE CAMPANIA

Mappa Campania

Regione dell'Italia peninsulare bagnata a ovest e a sud dal Mar Tirreno e delimitata dal Lazio a nord-ovest, dal Molise a nord, dalla Puglia a nord-est e dalla Basilicata a est. Estesa per 13.595 km2, con 5.777.941 abitanti, 551 comuni, è amministrativamente divisa nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno; capoluogo regionale è Napoli.
SEGUE . .

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GEOGRAFIA FISICA
Morfologia e idrografia. Strutturalmente la Campania può essere divisa in due zone ben delineate che si estendono in direzione nord-ovest-sud-est parallelamente alla costa. All'interno si elevano i rilievi dell'Appennino Campano e dell'Appennino Lucano, separati dalla sella di Conza e dall'alta valle del Sele; lungo la costa si dispongono alcuni gruppi montuosi e collinari isolati, d'origine vulcanica o sedimentaria, separati da poco estese ma fertili pianure alluvionali; a queste due fasce parallele se ne può aggiungere una terza, discontinua e assai meno estesa, costituita da isole costiere di natura vulcanica (Ischia, Procida, Vivara e Nisida) o calcarea (Capri), che rappresentano il naturale prolungamento dei rilievi preappenninici, rispettivamente vulcanici (Campi Flegrei) e calcarei (monti Lattari). L'Appennino è formato in Campania da una successione irregolare di gruppi montuosi intervallati da conche intermontane; i principali sono il Matese (2.050 m del monte Miletto), il Taburno-Camposauro (1.388 m), i monti Picentini (monte Cervialto, 1.809 m), l'Alburno (1.742 m) e il Cervati (1.899 m). A essi succede, procedendo verso la costa tirrenica, una fascia di basse colline spesso terrazzate e di ripiani fluviali, che preludono alle pianure costiere formate dai depositi alluvionali del Garigliano, del Volturno, del Sarno e del Sele. Fra queste pianure sono interposti alcuni gruppi montuosi preappenninici, che si ergono isolati, quali l'apparato vulcanico, oggi inattivo, di Roccamonfina (1.006 m), la regione vulcanica dei Campi Flegrei, il maestoso cono del Vesuvio (1.279 m) e i rilievi calcarei del Massico, dei monti Lattari e del Cilento. I principali corsi d'acqua sono il Garigliano, al confine con il Lazio, il Volturno e il Sele, tutti tributari del Tirreno e dal regime pressoché costante; quasi tutti i minori corsi d'acqua campani hanno invece regime torrentizio e così pure quei fiumi che nascono in territorio campano e scendono all'Adriatico, quali il Fortore, il Carapelle e l'Ofanto.
Clima. Lungo la fascia costiera e sui bassi rilievi preappenninici il clima è straordinariamente dolce, con inverni miti e moderatamente piovosi ed estati relativamente fresche e asciutte. Procedendo verso l'interno aumentano progressivamente le escursioni termiche fino a valori che sono tipici dei climi continentali delle basse latitudini.

GEOGRAFIA UMANA
Dopo la Lombardia, la Campania è la regione più popolata d'Italia; per densità di popolazione anzi è nettamente in testa nella graduatoria con un valore più che doppio della media italiana. Nonostante l'emigrazione, molto intensa per lunghi periodi, la popolazione campana in poco più di un secolo è quasi raddoppiata: a questo enorme sviluppo demografico hanno contribuito prevalentemente la provincia di Napoli e in minor misura quelle di Caserta e di Salerno, mentre le province interne di Avellino e di Benevento hanno fatto registrare sensibili flessioni. Attualmente quindi la popolazione risulta distribuita in modo molto ineguale: alla regione costiera di intensa concentrazione demografica, si contrappongono vaste aree mediocremente popolate che si dispongono alla periferia del distretto di forte attrazione demografica corrispondente al Napoletano, dove una serie complessa di fattori favorevoli d'ordine storico, geografico ed economico ha condizionato un addensamento demografico eccezionalmente elevato.

GEOGRAFIA ECONOMICA
Lo stesso marcato dualismo tra le aree costiere e quelle interne si riscontra nettamente nell'economia regionale.
Agricoltura. La maggior parte del reddito prodotto dall'agricoltura campana deriva dalle colture specializzate, con ampi sbocchi commerciali, della zona costiera: prevalgono ortaggi, soprattutto pomodori, patate, primizie, frutta (agrumi, albicocche, prugne ecc.), uva da vino e da tavola, olive ecc.; le provincie interne di Avellino e Benevento, benché siano le più nettamente agricole d'Italia, danno redditi assai bassi, essendo caratterizzate da una stentata cerealicoltura (frumento, mais) di montagna e collina.
Industria e altre attività. Per quanto riguarda l'industria la regione presenta ancora una volta il marcato squilibrio che la contraddistingue: le imprese sono infatti concentrate quasi esclusivamente nel Napoletano e nel Salernitano e da pochi anni si rileva un importante insediamento nel Casertano. Accanto all'industrializzazione nei settori di base (siderurgia, meccanica pesante, industria petrolifera, del cemento, elettronica ed elettromeccanica) e a quella legata all'agricoltura, negli ultimi trent'anni si è registrato un notevole sviluppo del settore chimico, dell'abbigliamento e soprattutto meccanico, di cui l'Alfasud di Pomigliano d'Arco rappresenta l'esempio più rilevante. Una cospicua fonte di reddito è infine costituita dal turismo, favorito dalla bellezza del paesaggio e dalla mitezza del clima. Completa il quadro dell'economia campana l'attività del porto di Napoli. Le città principali, oltre ai capoluoghi di provincia, sono Afragola, Castellammare di Stabia, Ercolano, Nola, Portici, Pozzuoli, Torre Annunziata e Torre del Greco in provincia di Napoli; Ariano Irpino in quella di Avellino; Aversa, Capua, Santa Maria Capua Vetere e Sessa Aurunca in provincia di Caserta; Amalfi, Battipaglia, Cava de' Tirreni, Eboli , Nocera Inferiore e Sarno in provincia di Salerno.


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