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Due Torri
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Nappini a Lizzano
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AGRITURISMO
BOLOGNA
Città dell'Emilia-Romagna, capoluogo di provincia e della regione; è situata al margine meridionale della Pianura Padana, presso lo sbocco della valle del Reno dall'Appennino settentrionale.
Di origine etrusca (Felsina), venne distrutta
dai galli verso la metà del IV secolo a.C. e conobbe quindi una progressiva
decadenza fino al 189 a.C., quando i romani vi fondarono una colonia (Bononia).
Con la costruzione della via Emilia, diventò un importante centro di
comunicazioni e poi un ricco municipio. Distrutta da
un grave incendio nel 53 d.C., fu ricostruita dall'imperatore Claudio.
SEGUE . .
In
età altomedievale, dopo il breve regno ostrogoto di Teodorico, passò
alle dipendenze dell'esarca di Ravenna (VI secolo), quindi fu dei longobardi
e dei franchi di Carlo Magno, che nel 774 la diede in concessione con l'esarcato
alla Chiesa di Roma. Questo non impedì, nella città dell'XI
secolo (del 1088 circa è la fondazione dell'università, la più
antica d'Europa), la formazione e lo sviluppo delle istituzioni comunali,
che nel 1116 ebbero formale riconoscimento da parte dell'imperatore Enrico
V.L'odierna città, il cui abitato forma un'unica conurbazione con i
contigui centri di Borgo Panigale, Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena,
conserva scarsi resti romani. Nell'ampio centro storico (dal 1374 al 1902
circondato di mura), il cui nucleo è la piazza Maggiore, si trovano
i principali monumenti della città: le due torri degli Asinelli e della
Garisenda (entrambe pendenti), erette nel XII secolo; la gotica basilica di
San Petronio (costruita dal 1390 al 1659 e sempre avvolta di grande prestigio,
tanto da essere scelta nel 1530 da Carlo V per l'incoronazione imperiale),
con portale ornato di sculture quattrocentesche di Jacopo della Quercia; il
Palazzo del Podestà (ricostruito nel 1485); la bella fontana del Nettuno,
opera del Giambologna (1563-1566), che sorge fra il Palazzo di re Enzo (1244,
rimaneggiato) e il Palazzo Comunale (secoli XIII-XV).
Di grande interesse anche le chiese di San Francesco
(del XIII secolo, restaurata a fine Ottocento e reintegrata dopo le distruzioni
belliche del 1943) e di San Domenico (1228-1238, trasformata nel Settecento,
con la preziosa arca del santo, opera di Nicola Pisano e allievi, e statue
di Michelangelo), nonché il singolare complesso di Santo Stefano (tre
chiese sorte tra il X e il XII secolo). Ma notevole importanza rivestono,
sempre nell'architettura religiosa, anche San Pietro (rifatta nei secoli XVII
e XVIII), San Giacomo Maggiore (gotica del XIII-XIV secolo, con pregevole
portico quattrocentesco), Santa Maria dei Servi (XIV-XVI secolo, con una Maestà
di Cimabue) e, su un colle posto a sud-ovest del centro storico, il santuario
della Madonna di San Luca (1723-1757), cui si accede per una via porticata
(XVII-XVIII secolo) con oltre seicento archi.
L'architettura
civile della città, a parte il gotico Palazzo della Mercanzia, ebbe
un particolare sviluppo nel XV e XVI secolo (palazzi Sanuti-Bevilacqua, Fantuzzi
in via San Vitale, Dal Monte e altri nella nobile via Galliera), mentre nei
secoli XVI- XVII le dimore patrizie furono affrescate da noti pittori (tra
cui Annibale, Agostino e Ludovico Carracci, Guido Reni, il Guercino).
Caratteristici, in gran parte delle vie del centro,
i portici. Nel settore museografico sono di grande interesse la Pinacoteca
nazionale, ricca di opere che vanno dal Duecento all'epoca barocca (Giotto,
Vitale da Bologna, Raffaello, Parmigianino, i Carracci, Guido Reni), e il
Museo civico archeologico, con collezioni di epoca preistorica, etrusca e
romana. Si ricordano anche la Galleria comunale d'arte moderna e il Museo
dedicato al pittore Giorgio Morandi.
Importante sede fieristica e polo industriale attivo in tutti i settori, Bologna
è anche il principale centro commerciale della regione (la città
esporta prodotti agricoli anche nei paesi d'oltralpe). La provincia, che comprende
60 comuni in un territorio diviso fra Appennino e Pianura Padana, è
dedita all'agricoltura (cereali, barbabietole da zucchero, frutta, ortaggi,
viti, foraggi) e attiva nell'industria alimentare (zuccherifici, pastifici,
conservifici, salumifici).
Abitanti (bolognesi): 381.000 (2000).
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