Regione
(22.124 km2, 3.992.411 abitanti; 341 comuni) dell'Italia settentrionale, affacciata
a est al Mar Adriatico e delimitata dal Veneto a nord-est, dalla Lombardia
a nord e a nord-ovest, dal Piemonte e dalla Liguria a ovest, dalla Toscana
a sud e sud-ovest, dalle Marche e dalla Repubblica di San Marino a sud-est.
Capoluogo è Bologna: amministrativamente è divisa nelle province
di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna,
Reggio nell'Emilia e Rimini . Deve il suo nome alla via Emilia , la grande
arteria stradale romana che collegava le città di Placentia (Piacenza)
e di Ariminum (Rimini). Il termine Romagna, che indica il settore sud-orientale
della regione fu aggiunto ufficialmente alla denominazione Emilia solo nel
1947 in considerazione della sua individualità storica.
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GEOGRAFIA FISICA
Morfologia. All'Emilia-Romagna appartiene, seppure non interamente, il versante
padano dell'Appennino Tosco-Emiliano , che in genere non è molto elevato
(monte Cimone, 2.165 m). Dalle estreme propaggini collinari si trapassa alle
ondulazioni dell'alta pianura ciottolosa, oltre la quale si stende l'ampia
e fertile pianura alluvionale, percorsa da numerosi corsi d'acqua, affluenti
di destra del Po (Tidone, Trebbia, Nure, Arda, Taro, Parma, Enza, Secchia
e Panaro) o tributari direttamente dell'Adriatico (Reno , Lamone e Savio).
Delle grandi estensioni paludose, che anticamente caratterizzavano la bassa
pianura emiliana e romagnola, restano le Valli di Comacchio e i vari specchi
lacustri dell'apparato deltizio del Po. Se si eccettua questo fiume, che scorre
al confine settentrionale della regione, tutti i corsi d'acqua hanno regime
torrentizio.
Clima. Il clima dell'Emilia-Romagna ha caratteristiche subcontinentali, con
inverni freddi ed estati calde, mitigate però dalle brezze marine lungo
l'Adriatico. Le precipitazioni, più copiose in autunno e in primavera,
aumentano progressivamente dalla pianura alle aree montuose, dove raggiungono
valori elevati, superiori anche ai 3.000 mm annui.
GEOGRAFIA UMANA
L'insediamento umano presenta in Emilia-Romagna caratteristiche legate all'evoluzione
storico-politica ed economica della regione. Le città, che a eccezione
di Bologna hanno medie dimensioni, costituiscono un sistema urbano policentrico
lungo la via Emilia e sulla fascia adriatica, limitando il contrasto campagna-metropoli.
Tuttavia non mancano, sebbene più attenuati rispetto alla realtà
nazionale, fenomeni di squilibrio, quali lo spopolamento montano che ha assunto
grandi proporzioni soprattutto dopo il 1950 (calo dal 50 al 20%) o il regresso
demografico (e relativa emigrazione) delle due province di Piacenza e Ferrara.
GEOGRAFIA ECONOMICA
Agricoltura e allevamento. Regione un tempo essenzialmente agricola, l'Emilia-Romagna
si è profondamente trasformata, tanto che gli addetti all'agricoltura
sono scesi, in cinquant'anni, dal 50 al 7% della popolazione attiva. Tuttavia
l'Emilia-Romagna detiene il primo posto in Italia per la quantità e
il valore della produzione vendibile grazie alla crescente meccanizzazione
e alla produttività delle colture, cui si accompagna un razionale allevamento.
Ottima la produzione di vino, latte, latticini, burro, formaggi, carni (celebri
il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma). Oltre a grandi allevamenti
di animali da cortile, il patrimonio di suini è pari al 32% di quello
nazionale.
Piccole imprese e cooperative. La protezione accordata dai pubblici poteri
alle piccole imprese e alle cooperative rimane uno dei capisaldi del modello
di sviluppo regionale che, evitando di puntare sulle grandi concentrazioni
industriali, ha permesso una crescita equilibrata tra città e campagna,
tra industria e agricoltura. Nonostante la profonda trasformazione del tessuto
produttivo, l'Emilia-Romagna non presenta quei forti contrasti che hanno cambiato
il volto a molte regioni italiane. Fatta eccezione per i grandi impianti chimici,
sorti anche grazie alla presenza di importanti giacimenti metaniferi, la struttura
industriale della regione si basa sulla piccola e media impresa. Questa struttura
industriale dinamica, diversificata e flessibile - che però non è
immune dal lavoro "nero" a domicilio e da una relativa dipendenza
dalla grande industria del Nord e straniera - non solo ha consentito tassi
elevatissimi di crescita, ma anche una maggiore capacità di adattamento
alle difficili vicende economiche.
Industria. I settori più importanti, oltre a quello tradizionale di
trasformazione dei prodotti agricoli, sono quelli alimentare, metalmeccanico,
tessile, dell'abbigliamento, chimico, vetrario, farmaceutico, del mobile e
dei prodotti per l'edilizia. Particolare sviluppo hanno raggiunto i settori
della meccanica ad alta tecnologia e dell'elettronica, nonché i servizi,
coordinati da una oculata politica regionale e comunale. In particolare il
turismo ha nella riviera romagnola la zona italiana più attiva in termini
assoluti. Le più elevate concentrazioni industriali gravitano sulla
via Emilia, asse dello sviluppo regionale grazie all'efficiente sistema di
collegamenti autostradali e ferroviari.