LA REGIONE LAZIO

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Regione (17.207 km2, 5.272.410 abitanti; 377 comuni; capoluogo Roma) dell'Italia centrale, affacciata a sud-ovest al Mar Tirreno e delimitata dalla Toscana a nord-ovest, dall'Umbria e dalle Marche a nord, dall'Abruzzo e dal Molise a est e dalla Campania a sud-est; amministrativamente è divisa nelle province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo.
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GEOGRAFIA FISICA
Morfologia. Procedendo da nord-ovest verso sud-est si nota alla destra del Tevere la presenza di tre ben definiti gruppi montuosi di origine vulcanica: i monti Volsini, Cimini e Sabatini, i cui crateri principali sono occupati, rispettivamente, dai laghi di Bolsena, di Vico e di Bracciano. Questi rilievi digradano mollemente a nord-est verso la valle del Tevere e a sud-ovest fino a una fascia costiera pianeggiante, più o meno ampia, denominata Maremma Laziale, interrotta all'altezza di Civitavecchia dai monti della Tolfa, antico apparato vulcanico ormai smantellato dall'erosione. Alla Maremma Laziale si allaccia verso sud-est la Campagna Romana, vasta zona ondulata e pianeggiante attraversata dal Tevere. Essa è limitata a sud-est e a est dai Colli Albani (o Laziali) e dai monti Prenestini, cui succedono, sempre verso sud-est, i rilievi calcarei dei monti Simbruini, Ernici, della Meta e le Mainarde, che fanno parte dell'Appennino Abruzzese, e i rilievi, pure calcarei, antiappenninici dei monti Lepini, Ausoni e Aurunci, separati dall'Appennino vero e proprio dall'ampia vallata longitudinale al sistema appenninico percorsa dai fiume Sacco (Ciociaria) e Liri. Ai piedi di quest'ultimo allineamento montuoso si stende lungo la costa una fascia di pianure direttamente collegata alla Campagna Romana: l'Agro Pontino , un tempo paludoso e ora bonificato, la Piana di Fondi e la pianura costiera tra Gaeta e il basso corso del fiume Garigliano. Se si risale la valle del Tevere dalla Campagna Romana, si trapassa nella regione di colline arenacee e marnose della Sabina. Tra i monti Sabini e i Reatini si apre l'ampia conca di Rieti, alla quale succedono verso l'interno le altre conche di Leonessa e di Amatrice e verso sud-est l'aperta valle del fiume Salto (Cicolano). Le coste sono in prevalenza basse e pianeggianti e presentano lunghe falcature tese tra alcuni promontori, costituiti da rilievi isolati un tempo insulari (monte Circeo) o dall'estremità di dorsali montuose o dal delta stesso del Tevere. Al Lazio appartengono le Isole Ponziane (provincia di Latina).
Idrografia. Il suo maggior fiume, il Tevere , proviene dall'Umbria ed è orientato dapprima verso sud-est entro una valle longitudinale al sistema appenninico per poi piegare a sud-ovest attraverso la Campagna Romana. Al Tevere tributano vari corsi d'acqua, tra i quali il Velino, il Salto e il Turano, tramite la Nera, e l'Aniene. Un andamento simile a quello del Tevere presentano pure il Sacco e il Liri, il cui corso si sviluppa entro solchi vallivi alternativamente longitudinali e trasversali. Altri fiumi minori infine, quali la Fiora, la Marta e l'Arrone, scendono direttamente al mare con un corso relativamente breve. Tra i bacini lacustri, oltre ai tre già citati laghi di Bolsena, di Vico e di Bracciano, sono da segnalare quelli di Albano e di Nemi , che occupano i crateri di due vulcani spenti nei Colli Albani.
Clima. Il clima è ovunque temperato, ma spesso rilevanti sono le differenze di temperatura e di umidità tra la fascia costiera, soggetta agli influssi marittimi, e le zone più elevate dell'interno, dove più accentuate sono le escursioni termiche e più abbondanti le precipitazioni, che d'inverno assumono spesso carattere nevoso.
GEOGRAFIA UMANA
Per densità di popolazione il Lazio si pone al terzo posto tra le regioni italiane dopo la Campania e la Lombardia; ma il dato medio rispecchia solo parzialmente la reale situazione dell'addensamento demografico specialmente se si considera che il comune di Roma accoglie oltre il 50% dell'intera popolazione laziale. Questa è in continuo aumento non tanto per il positivo movimento naturale, quanto piuttosto per il flusso immigratorio verso Roma dalle altre regioni dell'Italia centrale, meridionale e insulare. Rilevanti inoltre sono i movimenti migratori nell'ambito regionale tra le aree agricole (specialmente quelle montuose), verso le zone industrializzate e le città maggiori.
GEOGRAFIA ECONOMICA
La struttura economica della regione non ha subito consistenti modifiche negli ultimi decenni, se si esclude l'area di Roma. Agricoltura, attività artigianali e allevamento del bestiame (ovino, bovino e suino), affiancati dalla pesca (porti di Civitavecchia, Anzio, Terracina, Gaeta e Ponza ) costituiscono le tradizionali fonti di reddito.
Agricoltura e industrializzazione. L'agricoltura dà in prevalenza frumento, uva da vino (Colli Albani, Terracina), prodotti ortofrutticoli (intorno a Roma e nell'Agro Pontino) e olive (Sabina). Nel Lazio l'attività industriale, se si fa eccezione per le due sole "isole" di imprenditorialità autonoma (quella cartaria di Isola del Liri e quella della ceramica di Civita Castellana), ha preso consistenza solo negli anni Cinquanta, ed è stata realizzata per la gran parte con investimenti di provenienza esterna alla regione (50% nella provincia di Latina, dove sono insediate le imprese più grandi). Tale condizione di dipendenza si è realizzata anche nei nuclei di industrializzazione più recenti, quali quelli di Rieti-Cittaducale e di Frosinone , che pure hanno accolto piccole e medie unità locali, ma anch'esse facenti capo a società e gruppi dell'Italia settentrionale o stranieri. La dimensione del mercato urbano ha insegnato alle imprese industriali dell'area di Roma a profittare della loro rendita di posizione e le ha scoraggiate ad avventurarsi verso la ricerca di mercati più lontani e rischiosi. Solo grazie agli incentivi della Cassa del Lazio meridionale, su un'area a cavallo tra la provincia di Latina e quella di Roma, si è formata una consistente concentrazione di medie e grosse imprese intorno ai due centri di Aprilia e Pomezia.
Attività terziaria. Nei servizi più vari l'influenza di Roma si proietta sull'intera regione, con l'eccezione dell'estremità meridionale che tende a gravitare su Napoli. L'economia del Lazio tende a identificarsi con la funzione di capitale politico-amministrativa di uno Stato fortemente centralizzato e con un settore di economia pubblica che è tra i più vasti dei Paesi occidentali. Roma, che è dotata di numerose ed efficienti attrezzature ricettive e offre numerosi e importantissimi motivi di interesse storico-artistico, assorbe anche buona parte del movimento turistico nazionale e internazionale, distraendolo da altre località dell'interno meno attrezzate ma spesso importanti per storia e monumenti d'arte.

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