GEOGRAFIA
FISICA
Morfologia e idrografia. La Liguria, la meno vasta, dopo la Valle d'Aosta, fra
le regioni dell'Italia settentrionale, si estende ad arco dalla foce della Roia
a quella della Magra, comprendendo il versante meridionale delle Alpi Liguri
e dell'Appennino Ligure separati dal Colle di Cadibona (limite convenzionale
tra il sistema alpino e quello appenninico), nonché un vasto settore
del versante padano. Non ha confini naturali, tuttavia presenta una sua individualità
geografica. Il territorio è prevalentemente montuoso o collinare, con
stretti lembi pianeggianti lungo alcuni tratti costieri o in corrispondenza
di alcune basse valli alluvionali. Numerose valli incidono i rilievi montuosi.
A nord della fascia di displuvio il rilievo è inciso dalle alte valli
di alcuni corsi d'acqua tributari del Po: le principali sono quelle del Tanaro,
della Bormida di Millesimo, della Bormida di Spigno, della Scrivia, della Trebbia
e dell'Aveto. Questi corsi d'acqua hanno un regime abbastanza regolare; non
così quelli che tributano al Mar Ligure, caratterizzati in genere da
percorsi brevi, pendenze sensibili, bacini di modesta ampiezza e alimentazione
idrica quasi esclusivamente pluviale e molto irregolare.
Clima. L'esposizione a Mezzogiorno di buona parte del territorio, la disposizione
dei rilievi montuosi a protezione contro gli influssi continentali padani e
il lungo sviluppo della fascia costiera sono i fattori principali che rendono
particolarmente mite il clima di buona parte della Liguria. Sul versante meridionale
le condizioni del clima sono tipicamente mediterranee, con limitate escursioni
termiche, inverni dolci ed estati fresche e ventilate; nelle aree più
elevate dell'interno e sul versante padano il clima assume caratteri sempre
più continentali.
GEOGRAFIA UMANA
La densità demografica è molto elevata (299 abitanti/km2), la
più elevata anzi fra le regioni italiane dopo la Campania, la Lombardia
e il Lazio; ma tale valore non rispecchia affatto la reale distribuzione della
popolazione, che si addensa lungo la Riviera di Ponente e la Riviera di Levante
e specialmente nei più grossi centri urbani, fra i quali naturalmente
Genova. Sui rilievi dell'interno il velo demografico si assottiglia sensibilmente.
Sensibili sono i movimenti migratori interni dalle aree montuose a scarso reddito
a quelle litoranee, dove migliori sono le condizioni di vita e maggiori le offerte
di lavoro. Va peraltro osservato che a cominciare dal 1979 il numero dei morti
supera quello dei nati e che il tasso di natalità (6,7 per mille) è
uno dei più bassi del mondo, mentre il tasso di mortalità (13,4
per mille) è tra i più alti. Ciò spiega un forte invecchiamento
della popolazione, problema destinato a diventare sempre più drammatico.
GEOGRAFIA ECONOMICA
Le caratteristiche morfologiche e climatiche del territorio hanno condizionato
lo sviluppo economico della regione, che ha trovato le sue espressioni più
congeniali nell'agricoltura specializzata, nel commercio, nell'industria e nel
turismo.
Agricoltura e pesca. Le colture sono intensive e pregiate, sempre comunque di
reddito elevato: si producono principalmente frutta, ortaggi e fiori, nonché
uva da vino e olive. D'importanza minore sono la pesca, che pure dispone di
buoni porti, ma è legata a una flotta di stazza relativamente scarsa.
Industria. L'industria estrattiva dà principalmente materiali da costruzione.
Fra le attività industriali prevalgono la siderurgica, la metallurgica,
la cantieristica, la petrolchimica, l'elettrotecnica, l'oleificio e il pastificio.
Ma tre decenni di disindustrializzazione, conclusa con la disattivazione dei
reparti chiave dello stabilimento siderurgico di Cornigliano nel 1984, hanno
forzato l'ascesa del terziario al secondo posto (in percentuale sulla popolazione
attiva) dopo il Lazio, nel quadro nazionale.
Terziario. Il commercio di importazione delle materie prime e di distribuzione
in Italia e all'estero dei prodotti finiti costituisce l'asse portante della
struttura economica ligure, che ha i suoi fulcri essenziali nei porti di Genova
e Savona , naturali sbocchi al mare delle grandi aree industriali della Padania.
Il porto di Genova, il maggiore fra quelli italiani e uno dei massimi europei,
concentra buona parte dei traffici marittimi provenienti dall'estero e diretti
in ogni parte del mondo. Allo sviluppo dei traffici marittimi, non fa riscontro
però una adeguata efficienza delle vie di comunicazione terrestri, stradali
e ferroviarie con l'entroterra. A completare il quadro dell'economia regionale
va aggiunto il turismo, che è favorito dalla bellezza dei paesaggi e
dalla dolcezza del clima e si avvale di numerose ed efficienti attrezzature
alberghiere e ricettive.