MANTOVA

Città (comune di 63,97 km2
con 53.000 ab.) della Lombardia sudorientale, capoluogo della provincia
omonima, a 19 m s.m., sulla destra del Mincio, che qui si allarga a formare
tre laghi (Superiore, di Mezzo e Inferiore). L'agricoltura, l'allevamento
bovino e le industrie connesse (produzione di zucchero, burro e formaggi,
carni insaccate) sono alla base dell'economia cittadina. SEGUE
. .
Altre
industrie nei settori chimico, petrolchimico, meccanico e dell'abbigliamento
Ricchissimo il patrimonio storico-artistico della città. Castello S.
Giorgio (sec. XIV), Palazzo Ducale (secc. XIII-XVIII; affrescato dal Mantegna),
duomo ricostruito da Giulio Romano (1545), chiese di S. Sebastiano (1460) e
di S. Andrea (1472) costruite su disegni di L. B. Alberti, palazzo della Ragione
(XIII sec.), il Broletto e il rinascimentale palazzo del Tè, progettato
e decorato da Giulio Romano
Fondata dagli Etruschi verso il VI sec. a.C., fu colonia romana (214) col nome
di
Mantua. Proprietà dei conti di Canossa (X sec.), divenne comune
nel 1126. Nel 1272 il comune si trasformò in signoria sotto il controllo
dei Bonacolsi, che furono però cacciati da una rivolta popolare guidata
dai Gonzaga (1328). Capitale principesca con Gian Francesco Gonzaga (XV sec.),
la città divenne sede di una delle più celebrate corti italiane.
Nel 1707 divenne possesso dell'impero austriaco; occupata dai Francesi nel 1797
e nel 1801, ritornò all'Austria nel 1815. Durante il Risorgimento fu
sede di attivissimi gruppi carbonari. Piazzaforte del quadrilatero austriaco,
Mantova fu annessa all'Italia nel 1866.
La
provincia di Mantova (2339 km
2, 370.000 ab., 158 ab./km
2,
70 comuni), quasi interamente pianeggiante, è attraversata dal Po, dal
Mincio e dal Secchia. Agricoltura (cereali, foraggi, barbabietole, uva). Allevamento
intensivo del bestiame. Le industrie principali sono legate all'attività
agricola. Altre industrie: chimiche, ceramiche, degli strumenti musicali, della
carta, dei mobili.