REGIONE LOMBARDIA

Mappa della Lombardia

Regione (23.861 km2, 9.089.893 abitanti; 1.546 comuni; capoluogo Milano)
SEGUE . .

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GEOGRAFIA FISICA
. . . dell'Italia settentrionale, confinante con la Svizzera a nord e delimitata dal Piemonte a ovest, dall'Emilia-Romagna a sud, dal Trentino-Alto Adige e dal Veneto a est; amministrativamente è divisa nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese, Lecco e Lodi (le ultime due istituite nel 1992).Territorio. La Lombardìa si estende dallo spartiacque alpino al Po e dall'allineamento Verbano-Ticino a quello Benaco-Mincio.
I confini della circoscrizione amministrativa, però, sono assai meno regolari. A sud-ovest la Lombardìa comprende la Lomellina, alla destra del Ticino, e l'Oltrepò Pavese, a sud del Po; a sud-est, in provincia di Mantova, due fasce pianeggianti alla destra del Po e alla sinistra del Mincio; a nord-est ne sono escluse le Valli Giudicarie. Ancor più irregolare e frutto di complesse vicende storiche è il confine settentrionale con la Svizzera, che lascia a quel Paese il territorio del Canton Ticino; più a est il confine segue la linea spartiacque tra il Mar Adriatico a sud, il Mare del Nord e il Mar Nero a nord, lasciando però in territorio elvetico l'alta Val Bregaglia e la Val di Poschiavo, tributarie del Po tramite l'Adda, e comprendendo in territorio lombardo le valli di Lei e di Livigno, che tributano rispettivamente al Mare del Nord tramite il Reno e al Mar Nero tramite i corsi dell'Inn e del Danubio.
Fascia alpina. La struttura morfologica del territorio è alquanto semplice nelle sue grandi linee: a nord si eleva una fascia di alti rilievi montuosi, a cui succede a sud un'ampia fascia pianeggiante, che costituisce buona parte della sezione centrale della Padania. Un sistema di solchi vallivi longitudinali alla disposizione della catena alpina (Val di Corteno, media e bassa Valtellina ) separa i rilievi delle Alpi a nord da quelli prealpini a sud. Rientrano nei limiti amministrativi della Lombardìa solo una parte piuttosto esigua delle Alpi Lepontine e un settore assai più esteso delle Alpi Retiche.
Fascia prealpina e zona pianeggiante. Della fascia prealpina fanno parte i rilievi della regione compresa tra i laghi Maggiore e di Como e specialmente la catena delle Alpi Orobie, profondamente incise da lunghe valli trasversali (Brembana, Seriana, Camonica, Trompia, Sabbia). Ai piedi dei rilievi prealpini succede verso sud un sistema irregolare di basse e molli ondulazioni moreniche. Graduale e spesso inavvertito è il passaggio dalla fascia collinare all'alta pianura lombarda, costituita da materiali incoerenti e permeabili e incisa profondamente dai solchi vallivi dei fiumi che scendono dalle Prealpi. Ancor più graduale è il passaggio alla bassa pianura impermeabile e ben irrigata, segnato dalla fascia dei fontanili o risorgive.
Idrografia. Se si escludono le valli di Lei e di Livigno, l'intero territorio lombardo convoglia le sue acque al Po , che segna buona parte del confine amministrativo meridionale. Al Po scendono da sinistra i fiumi Sesia, Ticino , Lambro, Adda, Oglio e Mincio , da destra i torrenti Scrivia e Staffora e il fiume Secchia. I principali fiumi alpini, e cioè il Ticino, l'Adda, l'Oglio e inoltre il Mincio, immissario del Lago di Garda con il nome di Sarca, scendono dalle Alpi lungo tronchi vallivi longitudinali e trasversali al sistema alpino, alimentano i vasti bacini lacustri prealpini (rispettivamente il Lago Maggiore o Verbano, il Lago di Como o Lario, il Lago d'Iseo o Sebino e il Lago di Garda o Benaco), che ne regolano il regime idrico, e attraversano infine la pianura con un corso orientato a sud-est.
Clima. Il clima, di tipo semicontinentale, presenta notevoli differenze da zona a zona. Le regioni alpina e prealpina sono abbondantemente irrorate con massimi pluviometrici superiori ai 3.000 mm e presentano accentuate escursioni termiche giornaliere; la fascia pedemontana, bene esposta al sole e ventilata, offre le migliori condizioni climatiche, mentre la pianura presenta caratteristiche tipicamente continentali con precipitazioni di media entità, prevalentemente primaverili e autunnali, nebbie persistenti e forti escursioni termiche annue.

GEOGRAFIA UMANA
La Lombardìa è la regione più popolosa fra quelle italiane; la sua popolazione è di poco inferiore al 16% dell'intera consistenza demografica nazionale e ha una densità quasi doppia rispetto a quella media italiana. Lo sviluppo demografico negli ultimi decenni è stato intenso, determinato in larga misura dai movimenti immigratori da altre regioni italiane, specialmente dal Meridione. La popolazione si addensa nella fascia pedemontana e nell'alta pianura, mentre il velo demografico si assottiglia progressivamente verso la bassa pianura prevalentemente agricola e assai più bruscamente verso la regione montuosa, scarsamente abitata, entro la quale però si spingono lunghe e strette strisce di media densità in corrispondenza delle maggiori vallate alpine.

GEOGRAFIA ECONOMICA
La Lombardia è la regione economicamente più ricca fra quelle italiane, grazie alla fertilità dei suoi terreni, che hanno favorito lo sviluppo di un'agricoltura moderna fortemente meccanizzata, all'eccellente posizione alla convergenza di alcune fra le principali direttrici dei traffici, nell'ambito della Padania e fra l'Italia centro-settentrionale e i Paesi d'Oltralpe, e all'intraprendenza dei suoi abitanti, che hanno approfittato di tale favorevole congiuntura per avviare per tempo il processo industriale.
Agricoltura e allevamento. L'agricoltura dà in prevalenza cereali, ortaggi, frutta, uva da vino (Oltrepò Pavese e Valtellina), ma principalmente foraggi, ottenuti in grande quantità nella bassa pianura fertile e fittamente irrigata da una rete capillare di canali d'irrigazione, alimentati da grandi opere di canalizzazione (Naviglio della Martesana, canale Villoresi, Naviglio Grande). La considerevole disponibilità di foraggi favorisce l'allevamento bovino e conseguentemente l'industria casearia, i cui sottoprodotti danno vita a un rilevante allevamento suino.
Industria. L'industria è fiorente in ogni settore, particolarmente in quello metalmeccanico, nella siderurgia, sviluppata in prevalenza a Milano, Sesto San Giovanni, Dalmine e Lovere; nel settore tessile (Legnano, Gallarate, Busto Arsizio), che è stato nel secolo scorso la matrice dell'attività industriale lombarda; in quelli chimico, petrolchimico (Milano, Rho, Cologno Monzese, Villasanta), alimentare (latticini, dolciumi, olio di semi, birra), grafico-editoriale (Milano), calzaturiero (Vigevano) e del mobile (Brianza ). Parallelamente all'industria una cospicua espansione hanno avuto le attività commerciali e quelle terziarie (trasporti e servizi), fra le più efficienti in Italia.
Terziario. Città prevalentemente commerciale sino alla fine dell'Ottocento, poi città industriale, dagli inizi del 1980 Milano si afferma come città terziaria, anche se il tasso di industrializzazione rimane tra i più alti delle città italiane capoluogo di regione o di provincia. Il fenomeno della "terziarizzazione" riguarda peraltro anche altre città, come Bergamo e Brescia, che negli anni Settanta avanzavano nella crescita insieme con Cremona e Mantova accanto alle tradizionali aree forti di Milano, Varese e Como. Tutt'altro che trascurabile è l'apporto economico fornito dal movimento turistico, che ha i suoi punti di forza nelle stazioni di soggiorno lacuale e montano e nei maggiori centri d'arte e di storia, fra i quali specialmente Milano e, in minor misura, Bergamo, Pavia e Mantova. Un cenno merita infine la fitta ed efficiente rete di vie di comunicazione stradale, autostradale e ferroviaria, che fa di Milano il maggior nodo italiano dei traffici terrestri.


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