LA REGIONE MARCHE

Mappa delle Marche

Regione (9.694 km2, 1.464.037 abitanti; 151 comuni) dell'Italia centrale, bagnata dal Mar Adriatico a est e a nord-est e delimitata dalla Repubblica di San Marino, dall'Emilia-Romagna e dalla Toscana a nord-ovest, dall'Umbria a ovest, dal Lazio a sud e dall'Abruzzo a sud-est. Capoluogo è Ancona. Amministrativamente è divisa nelle quattro province di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro e Urbino .
Molte località della regione sono state gravemente danneggiate dal terremoto dell'autunno del 1997.
SEGUE . .

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GEOGRAFIA FISICA
La regione ha la forma di un grande quadrilatero, i cui lati maggiori però si presentano leggermente convessi verso nord-est con una vistosa sporgenza in corrispondenza dell'aggetto peninsulare del monte Conero ; si estende dal crinale dell'Appennino Umbro-Marchigiano all'Adriatico e tra le valli dei fiumi Conca e Tronto. I confini amministrativi però non si identificano localmente sempre con quelli naturali, che all'interno dovrebbero coincidere con la maggiore linea spartiacque appenninica: alcuni fiumi tributari dell'Adriatico infatti, quali il Foglia, il Burano e specialmente il Tronto, nascono oltre confine, mentre la Nera, affluente del Tevere, sviluppa il suo corso superiore in territorio marchigiano.
Orografia. La regione è prevalentemente montuosa, benché i rilievi in genere non siano molto elevati. La cima più alta è il monte Vettore (2.476 m) nel gruppo dei monti Sibillini, al confine con l'Umbria. Dal crinale appenninico il rilievo digrada progressivamente verso la costa adriatica, che si presenta piatta e rettilinea per lunghi tratti, in altri come una stretta cimosa di sabbia, addossata al ciglione collinare retrostante, in altri ancora alta e rocciosa e spesso imponente. All'interno il paesaggio montuoso, che è stato interessato da complessi fenomeni orogenetici, di subsidenza e di assestamento con la formazione di fratture e di faglie, presenta una grande varietà di forme con solchi vallivi longitudinali e trasversali al sistema appenninico. Procedendo verso la costa, le altitudini si abbassano e il rilievo assume una struttura assai più regolare con dorsali subparallele orientate a nord-est e separate da solchi vallivi trasversali alla catena appenninica e con il fondo ricoperto da materiali alluvionali.
Idrografia. I principali corsi d'acqua, se si esclude, come si è detto, la Nera che è tributaria del Mar Tirreno, scendono al Mar Adriatico. Per la vicinanza al mare del crinale appenninico, per la disposizione delle valli che incidono e per l'irregolarità delle precipitazioni, essi hanno un corso piuttosto breve, tra i 40 e i 110 km, regime torrentizio, bacini imbriferi scarsamente sviluppati e non sono navigabili.
Clima. Lungo la costa prevale un clima di tipo marittimo con modeste escursioni termiche e moderate precipitazioni; procedendo verso l'interno si accentuano sempre più le escursioni termiche e aumentano in misura considerevole le precipitazioni, che in alcune aree ristrette di alta montagna raggiungono anche i 2.000 mm annui. La neve è frequente nei mesi invernali, specialmente all'interno.

GEOGRAFIA UMANA
Le caratteristiche morfologiche e pedologiche e l'inadeguato sviluppo industriale e commerciale, ostacolato dalla scarsità delle vie di comunicazione, dalla mancanza di importanti materie prime e dalla lontananza dai grandi mercati di approvvigionamento e di consumo, non consentono un popolamento intenso. La densità demografica, infatti, è di 151 abitanti/km2 , sensibilmente inferiore a quella media italiana (192). Negli ultimi decenni la consistenza demografica non ha subito mutamenti di rilievo, ma si è anzi attestata su valori pressoché costanti; intenso invece è il fenomeno delle migrazioni interne. La distribuzione della popolazione appare molto irregolare, con una fascia costiera relativamente assai popolata, mentre procedendo verso l'interno il velo demografico si assottiglia sempre più fino a valori inferiori anche ai 25 abitanti/km2.

GEOGRAFIA ECONOMICA
L'economia marchigiana si trova da qualche decennio in una fase di lenta, graduale e spesso difficile evoluzione dalle tradizionali forme agricolo-pastorali verso una struttura più articolata e armonica, nella quale l'industria e le attività commerciali possano trovare una collocazione più adeguata alla loro effettiva importanza. Lo sviluppo delle vie di comunicazione è la condizione fondamentale per il raggiungimento di questa meta. Il principale asse stradale, autostradale e ferroviario si snoda lungo la costa adriatica e a esso fanno capo importanti arterie trasversali, che mettono in comunicazione il versante adriatico con quello tirrenico. Se questa struttura viaria ha consentito negli ultimi decenni di innestare definitivamente l'economia regionale sul tronco di quella nazionale, con il potenziamento delle attività industriali e commerciali e l'espansione di quelle turistiche, permangono difficoltà per l'agricoltura che, a causa delle difficili condizioni ambientali e climatiche, non è in grado di raggiungere quella posizione che le compete nell'ambito di un contesto economico ben armonizzato; le attività industriali e quelle terziarie e quaternarie hanno invece cominciato a decollare dagli anni Settanta, con risultati lusinghieri.
Agricoltura, pesca e industria. Principali prodotti agricoli sono il frumento, le barbabietole da zucchero, gli ortaggi, la frutta, l'uva da vino (verdicchio e rosso piceno) e le olive; non rilevante è il patrimonio zootecnico (bovini, ovini e suini), mentre assai più importante è la pesca. Le Marche sono la terza regione italiana, dopo l'Emilia-Romagna e la Sicilia, come quantitativo di pescato. L'industria è fiorente nel settore cartario (Fabriano, Pioraco e Tolentino ) e presente con varie imprese nei settori metalmeccanico, calzaturiero, alimentare, chimico-farmaceutico, petrolchimico, del mobile, degli elettrodomestici, dell'abbigliamento e del tabacco. In fase di sempre maggiore espansione è il turismo, che ha i suoi centri maggiori nelle stazioni balneari di Pesaro, Fano, Senigallia, Numana, Porto Recanati, Civitanova Marche, Porto Sant'Elpidio, Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto e in alcune importanti città d'interesse storico e artistico dell'interno, quali Urbino, Macerata e Fermo.

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