REGIONE PIEMONTE

Mappa del Piemonte

Regione (25.399 km2, 4.288.244 abitanti; 1.206 comuni) dell'Italia nord-occidentale, confinante con la Svizzera (Vallese e Canton Ticino) e con la Francia rispettivamente a nord e a ovest e limitata dalla Val d'Aosta a nord-ovest, dalla Lombardia a est, dall'Emilia-Romagna a sud-est e dalla Liguria a sud. Capoluogo regionale è Torino: amministrativamente è divisa nelle province di Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola (le ultime due istituite nel 1992).

SEGUE . .

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Limiti geografici. Inizialmente il termine Piemonte, che appare registrato in carte geografiche a partire dalla fine del XII secolo nella forma latinizzata di Pedemontium o Pedemontis, designava i possessi cisalpini dei Savoia, limitati al tratto di pianura pedemontana tra il Sangone, la Dora Riparia e il Po. Entro i limiti attuali la regione presenta una sua precisa individualità con confini in buona parte naturali, che si sviluppano sullo spartiacque delle Alpi Occidentali, sul Lago Maggiore e sul corso dei fiumi Ticino e Sesia.

GEOGRAFIA FISICA
Morfologia. Sono piemontesi i versanti padani delle Alpi Marittime, delle Cozie, di parte delle Graie, delle Pennine e delle Lepontine e inoltre un vasto settore dell'Appennino Ligure, il cui prolungamento naturale è costituito dai sistemi collinari delle Langhe e del Monferrato . Le Alpi piemontesi, che si innalzano con massicci poderosi a quote superiori ai 4.000 m (Monte Rosa, 4.633 m; Gran Paradiso , 4.061 m), sono costituite in prevalenza da rocce cristalline e hanno forme aspre e dirupate. Più molli e morbide sono le forme dei sistemi collinari appenninici, costituiti da formazioni rocciose più tenere ed erodibili. Il passaggio tra la regione montana e quella di pianura è formato dalla fascia discontinua degli apparati morenici, come quelli di Rivoli e di Ivrea, e dei grandi conoidi di deiezione, i cui depositi di materiali grossolani, incoerenti e permeabili, sono spesso profondamente incisi dall'azione erosiva dei corsi d'acqua assumendo a volte forme terrazzate. L'alta e la bassa pianura sono separate dalla linea delle risorgive .
Clima. Il clima presenta caratteri tipicamente continentali, con elevate escursioni termiche stagionali e giornaliere, inverni lunghi, freddi e, in pianura, molto nebbiosi ed estati calde e afose nelle aree pianeggianti, più fresche e ventilate nelle zone collinari o montuose. Idrografia. Se si escludono il Po e il Ticino, i corsi d'acqua piemontesi hanno quasi tutti portate molto ineguali e regime per lo più torrentizio, con magre estive e invernali e piene autunnali e primaverili, queste ultime dovute anche allo scioglimento delle nevi. Dal punto di vista idrografico, il territorio piemontese corrisponde in pratica all'alto bacino del Po, al quale tributano da sinistra le acque del Pellice, del Chisone, del Sangone, della Dora Riparia, della Stura di Lanzo, dell'Orco, della Dora Baltea, della Sesia, dell'Agogna e del Ticino, da destra quelle della Varaita, della Maira, del Tanaro, della Bormida e della Scrivia. Il bacino lacustre più esteso è il Lago Maggiore o Verbano, di cui appartiene al Piemonte buona parte della sponda occidentale e a cui scende il Toce . Gli altri laghi sono tutti poco estesi.

GEOGRAFIA UMANA
Distribuzione della popolazione. Ad aree di pianura intensamente sfruttate dalle attività umane si contrappongono vaste estensioni montane scarsamente abitate, dove le sole risorse economiche sono le attività silvo-pastorali. Ne consegue un flusso migratorio nell'ambito regionale dalle aree montuose verso le aree più fertili e produttive della bassa pianura e specialmente verso le zone di più intensa concentrazione industriale. Il forte squilibrio nella distribuzione della popolazione tende così sempre più ad accentuarsi, anche per effetto del flusso immigratorio. Attualmente le aree più popolose sono quelle pedemontane, con addensamenti più fitti nel Torinese, nel Canavese , nelle basse valli di Susa e della Stura, nel Biellese e in alcune zone del Novarese e dell'Alessandrino.

GEOGRAFIA ECONOMICA
Agricoltura. L'agricoltura, nonostante la cospicua espansione dei settori industriali e soprattutto del terziario e delle attività connesse con il movimento turistico, resta tuttavia una delle risorse fondamentali, grazie all'intenso processo di trasformazione del settore mediante un impiego sempre maggiore di macchine agricole, di fertilizzanti e di nuovi sistemi di lavoro. Nelle pianure si coltivano in prevalenza frumento, mais, riso, patate, barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta, pioppi e foraggi, che alimentano un fiorente allevamento bovino e suino; nelle aree collinari la produzione più tipica è quella dell'uva, da cui si ottengono vini rinomati.
Industria e comunicazioni. L'industria, favorita dalla disponibilità di energia elettrica, è concentrata prevalentemente nelle provincia di Torino, Novara e Vercelli e in alcune parti dell'Alessandrino e dell'Astigiano ed è presente in tutti i settori della trasformazione oltre che in quello siderurgico (Ossola, Valle di Susa). Il settore più sviluppato è quello meccanico, nel quale primeggia l'industria automobilistica (Torino e Chivasso ), affiancata da tutta una serie di attività collaterali. Di grande importanza è pure quello tessile, sia laniero (Biellese e bassa Valsesia) sia cotoniero, e pure assai sviluppati sono i settori chimico, alimentare, dolciario, cartario, grafico-editoriale, dell'abbigliamento e del legno. A uno sviluppo così intenso dell'industria non corrisponde un'espansione altrettanto vivace del commercio, soprattutto per la vicinanza del grande mercato di Milano. Sviluppate sono le vie di comunicazione. In via di espansione è infine il turismo.

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