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REGIONE SICILIA

Regione autonoma a statuto speciale (25.708 km2 , 5.080.847 abitanti; 390 comuni), costituita dall'omonima isola (25.426 km2), bagnata dal Mar Tirreno a nord, dal Mar Ionio a est e dal Mare di Sicilia a sud-ovest, e dagli arcipelaghi delle Eolie (o Lipari), delle Egadi e delle Pelagie, nonché dalle isole di Ustica e Pantelleria, e separata tramite lo Stretto di Messina dalla Penisola Italiana (Calabria). SEGUE . .
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Capoluogo regionale è Palermo. Amministrativamente è divisa nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani . Il termine Sicilia risale all'antichità insieme con quello di Sicania , sul quale prevalse già in epoca classica, estendendosi successivamente, in età medievale, a designare i domini prima normanni e poi svevi nell'Italia Meridionale.
GEOGRAFIA FISICA
Morfologia. L'isola è in prevalenza montuosa e collinare. I rilievi
più elevati sorgono nel settore nord-orientale: essi sono il massiccio
apparato vulcanico dell'Etna (3.340 m), il maggiore d'Europa, e il cosiddetto
Appennino Siculo. Quest'ultimo si presenta come un lungo allineamento di rilievi,
disposti a ridosso della costa nord-orientale dell'isola secondo un orientamento
est-nord-est ovest-sud-ovest e divisi nei tre gruppi dei Peloritani, dei Nebrodi
e delle Madonie. Ai piedi del versante meridionale del cono dell'Etna e delimitata
a sud dai monti Iblei, si apre sullo Ionio la Piana di Catania, formata dall'apporto
alluvionale del Simeto e di alcuni affluenti, quali il Dittaino e il Gornalunga.
La vasta cuspide sud-orientale dell'isola è occupata dai monti Iblei,
vasto altopiano a struttura tabulare che culmina a 986 m nel monte Lauro.
La parte centrale dell'isola è interessata da un succedersi irregolare
e confuso di ondulazioni collinari separate da larghe vallate: si tratta dei
monti Erei e del cosiddetto Altopiano Solfifero, una distesa monotona di modesti
rilievi ondulati. Il paesaggio della Sicilia occidentale presenta motivi analoghi:
dossi arrotondati ed estesi altopiani ondulati. Oltre all'Etna, sono vulcani
attivi anche Stromboli e Vulcano , nelle Eolie. Elevata è la sismicità
della regione, che è soggetta a frequenti terremoti, a volte disastrosi.
Clima. Il clima è di tipo mediterraneo, con estati calde e secche e
inverni miti. Le precipitazioni non sono copiose e sono concentrate per lo
più nei mesi invernali. Solo le aree più elevate dell'Etna,
dell'Appennino Siculo e dei monti Iblei ricevono oltre 1.000 mm annui di precipitazioni;
altrove le piogge scarseggiano.
Idrografia. I corsi d'acqua hanno regime torrentizio e portate ineguali con
piene improvvise nel periodo invernale e lunghi periodi di magra. I principali
sono il Simeto, l'Alcantara , l'Anapo, il Cassibile e il Tellaro, sul versante
rivolto allo Ionio; il Torto e il San Leonardo, tributari del Tirreno; il
Belice, il Platani e il Salso, che si gettano nel Mare di Sicilia.
GEOGRAFIA UMANA
La povertà dell'economia siciliana ha costretto forti contingenti di
manodopera a trovare lavoro altrove, all'estero o in altre regioni italiane.
Tale flusso emigratorio ha impoverito l'isola di forze di lavoro fra le più
giovani e spesso intraprendenti, ostacolando il suo sviluppo economico in
forme più articolate e produttive. Si verificano inoltre rilevanti
correnti migratorie nell'ambito regionale dalle aree montuose e collinari
dell'interno, caratterizzate da un'economia prevalentemente agricolo-pastorale,
verso i centri più grandi e le zone recentemente industrializzate,
dove maggiori sono i redditi e migliori le condizioni di vita.
GEOGRAFIA ECONOMICA
La scoperta e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, gli interventi massicci
della Cassa per il Mezzogiorno e i cospicui investimenti di capitale privato
hanno contribuito negli ultimi decenni a trasformare l'economia di alcune
zone dell'isola, nelle quali è in atto un processo di ristrutturazione
e di diversificazione dei settori produttivi con una graduale espansione dell'industria
di trasformazione. Accanto a queste aree di sviluppo, per lo più periferiche,
sussistono vaste regioni dove l'economia resta strettamente legata alle tradizionali
forme di produzione, consistenti in larga misura nella pastorizia, nello sfruttamento
non sempre razionale del sottosuolo e nell'agricoltura di sussistenza.
Agricoltura e allevamento. In campo agricolo ha notevole importanza per la
quantità e la qualità del prodotto, in gran parte destinato
all'esportazione, la coltura degli agrumi, delle mandorle, dell'olivo e degli
ortaggi, che trovano facile collocazione sui mercati italiani e stranieri
come primizie assai richieste. Interesse modesto ha l'allevamento, mentre
riveste un'importanza considerevole la pesca.
Industria. Importante è lo sfruttamento del sottosuolo, da cui si estraggono
petrolio (nei distretti di Ragusa e di Gela ), asfalto, sali potassici e zolfo,
quest'ultimo in netto declino. L'industria è rappresentata da numerose
imprese operanti nei settori alimentare, conserviero, tessile, meccanico,
del legno, dei materiali da costruzione, dell'edilizia e in quello chimico,
d'origine recente ma già ben sviluppato. La rete autostradale si va
gradatamente estendendo, ma la generale carenza di vie di comunicazione e
l'inadeguatezza delle attrezzature ricettive costituiscono tuttora un forte
ostacolo allo sviluppo del turismo, anche se non mancano i poli d'attrazione.