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. . nella parte sudorientale dell'isola, sul mar Ionio. Si estende in parte
sulla piccola isola dell'Ortigia, che separa le insenature del Porto Grande
e del Porto Piccolo, ed è collegata con la terraferma tramite un ponte.La
Siracusa d'oggi, che nel 1943 fu porto di sbarco degli Alleati e venne gravemente
danneggiata dalle operazioni belliche del conflitto mondiale, conserva, nell'isoletta
dell'Ortigia, il suo centro storico, nel quale le vie aperte successivamente
hanno solo in parte celato la minuta tessitura urbanistica medievale di origine
araba, e dove si trovano, fra tracce sparse di varie epoche, notevoli monumenti,
quali i resti del tempio di Apollo (VII-VI secolo a.C.), forse il più
antico tempio dorico della Sicilia; il Duomo, costruito nel VII secolo inglobando
il tempio greco di Atena, più volte rimaneggiato e con la facciata barocca
risalente agli anni 1728-1754; il Castello Maniace, voluto da Federico II di
Svevia nel 1239. Nel Palazzo Bellomo, di impianto svevo con elementi gotico-catalani,
è ospitata la Galleria nazionale, che espone l'Annunciazione di Antonello
da Messina e il Seppellimento di santa Lucia del Caravaggio.
Da citare la via della Maestranza, antica strada medievale oggi d'aspetto barocco,
e via Vittorio Veneto, risalente al periodo spagnolo; la fonte Aretusa, presso
il lungomare che guarda il Porto Grande, ornata da papiri, legata al mito della
ninfa mutata in fonte da Artemide; la fonte Ciane, a 7 km dal centro verso sud-ovest,
che ricorda un analogo mito, in un'area ricca di papiri, oggi riserva naturale
protetta. Sulla terraferma, sull'area degli antichi quartieri della Tyche e
dell'Acradina, si estendono la città moderna e il parco archeologico
della Neàpoli, cinto in parte dal panoramico viale Rizzo. All'interno
vi si trovano fra l'altro: il grandioso Teatro greco (V-III secolo a.C.), scavato
nella roccia del colle Temenite, dove nel 476 a.C. vi fu rappresentata la tragedia
Le Etnee di Eschilo e dove tuttora si tengono suggestive rappresentazioni classiche;
l'Ara di Gerone II, tagliata nel calcare e dalle gigantesche proporzioni (23x180
m); l'anfiteatro romano del III-IV secolo d.C., in parte scavato nella roccia,
lungo 140 m; la Latomia del Paradiso, antica cava di pietra calcarea profonda
fino a 45 m e densa di vegetazione, nella quale si trovano il celebre Orecchio
di Dioniso, stretto intaglio che amplifica i suoni e che, secondo la leggenda,
serviva al tiranno per ascoltare le parole dei prigionieri ivi rinchiusi, e
l'ampia Grotta dei Cordari, con volta e pilastri di roccia conservati, che fu
occupata da botteghe di artigiani; la Latomia di Santa Venera, sistemata a giardino;
la Necropoli dei Grotticelli e la via dei Sepolcri, con tombe scavate nella
roccia nelle successive epoche greca, romana e bizantina.
La città è il principale mercato per i prodotti del circostante
territorio agricolo, oltre che attivo porto commerciale e peschereccio, centro
industriale alimentare, chimico, metalmeccanico e del legno. È inoltre
un frequentato centro turistico. La provincia, che comprende 21 comuni ed è
per oltre due terzi collinare e per il resto pianeggiante, è dedita all'agricoltura
(cereali, agrumi, ulivi, viti, ortaggi), all'allevamento di ovini e caprini,
alla pesca. Ad Augusta, porto commerciale e base navale militare, ha sede un
centro di produzione petrolchimica, alimentare (conservazione del pesce) e di
sale marino.
Abitanti (siracusani): 126.721 (1999).