REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE

Mappa del Trentino Alto Adige

Regione (13.607 km2, 922.209 abitanti; 339 comuni) dell'Italia settentrionale, confinante a nord con l'Austria e a nord-ovest con la Svizzera e delimitata dalla Lombardia a sud-ovest e dal Veneto a est e sud-est. Capoluogo regionale è Trento.


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Amministrativamente è divisa nelle due province di Trento e di Bolzano . In base alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 5, costituisce una regione autonoma a statuto speciale. Il suo nome è formato da quello del territorio legato storicamente all'antica città di Trento, il Trentino, e da quello di Alto Adige, accolto dopo la Prima guerra mondia le in sostituzione della voce tedesca, geograficamente e storicamente impropria, di Südtirol (= Tirolo meridionale). Sino alla fine della Seconda guerra mondiale la regione si chiamò ufficialmente Venezia Tridentina, termine introdotto verso la fine del secolo scorso da Graziadio Ascoli per designare la porzione nord-occidentale delle Venezie.

GEOGRAFIA FISICA
Geologia. Il territorio della regione, che è la più settentrionale fra quelle italiane, si estende sul versante meridionale dell'arco alpino, appoggiandosi allo spartiacque principale della catena, ed è interamente montuoso. Predominano le formazioni di rocce metamorfiche (scisti, micascisti, gneiss) nel settore settentrionale della regione lungo un ampio arco, che si stende dal gruppo dell'Ortles-Cevedale lungo le Alpi Venoste, Breonie e Aurine fino alle Vedrette di Ries. Immediatamente più a sud, in un vasto settore compreso tra la Conca di Merano e il Passo Rolle, si stende la piattaforma porfirica atesina che presenta una morfologia piuttosto dolce, in netto contrasto con l'asperità di forme della regione a rocce metamorfiche. Se si escludono poi il gruppo dei Monzoni e i massicci dell'Adamello-Presanella e della Cima d'Asta, l'intero settore meridionale della regione è interessato da formazioni rocciose sedimentarie risalenti al Mesozoico e al Cenozoico , in prevalenza dolomie e calcari; si innalzano qui alcuni dei più noti gruppi dolomitici, quali la Marmolada, il Catinaccio e il Gruppo di Brenta, dalle forme fantastiche con altissime pareti a picco emergenti d'improvviso da dolci ondulazioni boscose.
Morfologia. Dal punto di vista morfologico, la regione comprende la sezione alpina del bacino dell'Adige, l'intero bacino del Sarca, che tributa al Lago di Garda, e i bacini superiori del Chiese e del Brenta, il primo affluente dell'Oglio, il secondo tributario direttamente del Mar Adriatico. Il fiume di gran lunga più importante è dunque l'Adige, che nasce presso il Passo di Resia, percorre la longitudinale Val Venosta fino a Merano, dove piega a sud-est; a Bolzano riceve da sinistra l'Isarco, che gli convoglia anche le acque della Rienza (Val Pusteria), e percorre con direzione sud-ovest un lungo e profondo solco v allivo trasversale all'orientamento della catena alpina, ricevendo da destra il Noce (valli di Sole e di Non) e da sinistra l'Avisio (valli di Fassa, di Fiemme e di Cembra); il solco vallivo a sud di Trento prende il nome di Val Lagarina. Appartiene alla regione l'estremità settentrionale del Lago di Garda; degli altri laghi, quasi tutti piccoli e d'origine glaciale o morenica, i principali o più noti sono quelli di Molveno, di Ledro, di Levico, di Caldonazzo, di Braies, di Carezza, di Tovel e quello di sbarramento artificiale di Santa Giustina. I ghiacciai più estesi si trovano sui versanti dell'Adamello-Presanella, dell'Ortles-Cevedale, delle Alpi Venoste, delle Alpi Aurine e, nella regione dolomitica, sulla Marmolada.
Clima. Il di verso orientamento vallivo e le differenze di altitudine e di esposizione danno luogo a condizioni climatiche assai varie. Nell'area del Garda e in alcune conche più riparate, come quella di Merano, si hanno regimi termici submediterranei, mentre nelle zone più elevate le condizioni termiche sono quelle tipiche della media e dell'alta montagna con inverni freddi e nevosi, estati fresche e ventilate e rilevanti escursioni termiche giornaliere. Le precipitazioni variano molto da zona a zona; sono più copi ose sui rilievi più elevati dei settori meridionali e sud-occidentali, più esposti all'afflusso degli umidi venti, che giungono dalla pianura, e diminuiscono in misura vistosa nelle più ampie conche dell'interno e nelle valli più larghe.

GEOGRAFIA UMANA
Per densità demografica, il Trentino-Alto Adige è la regione meno popolata d'Italia dopo la Valle d'Aosta e la Basilicata; ma la popolazione è in aumento grazie al saldo positivo del movimento naturale, assai superiore al flusso emigratorio. Estremamente ineguale è la distribuzione della popolazione, che si raccoglie in grande prevalenza nei fondovalle più ampi, dove più sviluppate sono le attività agricole più redditizie. Il fenomeno dello spopolamento montano inte ressa un po' tutta la regione ed è rallentato solo in quei comuni nei quali accanto alle tradizionali attività si è sviluppato il turismo.
Statuto. Nell'ordinamento regionale italiano è una regione autonoma a statuto speciale: ai vari gruppi linguistici che in essa convivono sono riconosciuti la parità dei diritti e la salvaguardia delle caratteristiche etniche e culturali. Avuto riguardo alla particolarità dei rapporti fra la comunità di lingua tedesca e quella di lingua italiana, è stato approvato nel 1972, all'interno dello stesso statuto speciale per la regione, un trattamento particolare per le due province di Trento e Bolzano, che hanno acquistato la potestà di emanare norme legislative e di regolare la propria amministrazione, nel rispetto però dei principi costituzionali e di quelli dell'ordinamento giuridico dello Stato, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica. Ogni provincia ha un commissario incaricato che, assieme ad altre mansioni, assolve anche il compito del mantenimento dell'ordine pubblico. Nella rappresentanza vale il principio della proporzionalità rispetto alla consistenza dei gruppi linguistici. Per tutta la regione è istituito un tribunale di giustizia amministrativa con una sezione autonoma per la Provincia di Bolzano; uguali diritti linguistici gode il ladino. L'uso della sola lingua italiana è limitato agli ordinamenti di tipo militare.

GEOGRAFIA ECONOMICA
Agricoltura e allevamento. Nel settore agricolo è da distinguere nettamente un'attività di sussistenza (cereali, patate, foraggi), prevalente nelle aree più elevate e più povere, dalle colture specializzate a reddito elevato: nella Valle dell'Adige e nelle conche di Bolzano e di Merano è diffusa la vite, che dà prodotti assai apprezzati; nella Valle di Non si producono cospicue quantità di mele e pere, in larga misura destinate all'esportazione. Fiorenti sono l'allevamento bovino, per la vastità di ottimi pas coli di media e alta montagna, e lo sfruttamento delle risorse forestali, che dà vita a un'affermata industria del legno, con una notevole produzione annua di legname.
Industria e turismo. L'ingente disponibilità di energia idroelettri ca ha favorito l'espansione dell'industria, che annovera ora numerose imprese operanti in prevalenza nei settori siderurgico, metallurgico, meccanico, chimico, cartario, alimentare, del legno e dei materiali da costruzione. Molto attivo è il commercio, g razie anche alla posizione della regione, a contatto con l'Austria, e all'importantissima direttrice dei traffici ferroviari e autostradali, che l'attraversa da nord a sud mettendo in comunicazione diretta l'Europa centrale con la Padania. Nel quadro del l'economia regionale una posizione di particolare importanza ha infine il turismo, che ha i suoi poli di maggior attrazione in alcuni centri storico-artistici, quali Trento, Bressanone e Merano, ma specialmente nelle numerose e ben attrezzate stazioni di soggiorno estivo e di sport invernali, quali Vipiteno, Brunico, Dobbiaco, San Candido, Ortisei, Selva di Val Gardena, Corvara in Badia, Canazei, Vigo di Fassa, Moena, Predazzo, Cavalese, San Martino di Castrozza, Fiera di Primiero, Madonna di Campiglio , Folgaria e Lavarone, nonché nei centri lacuali di Riva del Garda e Torbole. Se i settori trainanti del Trentino-Alto Adige restano industria e turismo, va però considerato che la struttura per settori registra l'assoluta prevalenza dei servizi.

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