REGIONE UMBRIA

Regione (8.456 km2, 837.379 abitanti; 92 comuni)
dell'Italia centrale, senza sbocco al mare; confina a nord-est e a est con
le Marche, a sud col Lazio, a ovest e nord-ovest con la Toscana. Capoluogo
regionale è Perugia:
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AGRITURISMO
amministrativamente è divisa nelle due province di Perugia e Terni. La denominazione Umbria risale all'antichità ed è dovuta agli Umbri, che in epoca protostorica abitavano la regione appenninica tra il Tevere e l'Adriatico . L'Umbria al momento dell'unificazione italiana comprendeva anche il territorio dell'odierna provincia di Rieti, che fu costituita nel 1923 passando al Lazio, e rimase formata dalla sola provincia di Perugia fino al 1927, allorché il territorio regionale fu diviso nelle due odierne circoscrizioni provinciali. Molte località della regione sono state gravemente danneggiate dal terremoto dell'autunno del 1997.
GEOGRAFIA FISICA
Morfologia. Il profondo solco vallivo d'origine tettonica, costituito dalla
Val Tiberina e dalla Valle Umbra, separa i rilievi appenninici a est da quelli
subappenninici a ovest, più elevati e aspri i primi, più bassi
e caratterizzati da forme arrotondate i secondi per la maggiore frequenza
di rocce più tenere, in prevalenza arenacee e argillose. Fra i maggiori
allineamenti e gruppi montuosi sono i Monti Sibillini, al confine con le Marche,
l'arenacea Serra di Maggio e il monte Subasio. Nella regione montuosa si aprono
alcune conche tettoniche più o meno vaste, che all'inizio del Quaternario
formavano bacini lacustri, in seguito gradualmente colmati dalle alluvioni
fluviali, tranne quella del Trasimeno, la più estesa, tuttora occupata
dall'omonimo lago.
Le
altre conche, che costituiscono vere e proprie pianure alluvionali intermontane,
sono quella ternana, la Valle Umbra, la Val Tiberina con la sua prosecuzione
a sud rappresentata dalla piana alluvionale del Tevere, che si spinge a mezzogiorno
fino alla strozzatura di Todi, e infine quelle più interne di Gubbio,
Gualdo Tadino e Norcia , nel cuore dell'Appennino Umbro-Marchigiano.
Clima. Riparata dagli influssi continentali delle aree appenniniche più
settentrionali e aperta alle influenze mitigatrici del mare, che si fanno
sentire in profondità lungo la vallata del Tevere, la regione ha un
clima di transizione con prevalente impronta submediterranea. Gli inverni
non sono molto freddi e le estati fresche e ventilate. Rilevanti sono però
le differenze termiche e pluviometriche tra le conche interne e i rilievi
montuosi più o meno elevati, dovute alle differenze di altitudine,
all'orientamento dei gruppi montuosi e alla loro esposizione. Le precipitazioni
tendono gradatamente ad aumentare procedendo dalle conche più basse
e meglio riparate ai versanti montuosi che più direttamente sono esposti
alle umide correnti d'aria, dove si raggiungono valori anche superiori ai
1.400 mm annui.
Idrografia. Il fiume principale che attraversa la regione (per circa 210 km)
è il Tevere , il quale riceve da destra il Nestore e il Paglia e da
sinistra il Chiascio e la Nera; questi ultimi due fiumi gli convogliano rispettivamente
le acque del Topino e del Velino. Il Tevere assume in territorio umbro un
regime abbastanza regolare per l'apporto equilibratore dei suoi tributari
di destra, che hanno piene invernali e accentuate magre estive, e di quelli
di sinistra, che attraversano una regione più permeabile e più
ricca di precipitazioni e hanno lunghi periodi di morbida nei mesi primaverili
ed estivi. Il lago più vasto è il Trasimeno , uno dei maggiori
della Penisola Italiana, posto in prossimità del confine con la Toscana.
GEOGRAFIA UMANA
La diffusione delle aree montuose economicamente assai povere e il modesto
sviluppo industriale sono le cause principali della scarsa densità
demografica, che pone l'Umbria in uno degli ultimi posti della graduatoria
fra le regioni italiane più popolate. Il quoziente di natalità
(8,0%) è inferiore infatti a quello di mortalità (11,4%). La
consistenza demografica regionale ha registrato, anche a partire dall'unità
d'Italia in poi, un incremento nettamente inferiore alla media nazionale;
perdura una costante emigrazione verso altre regioni di numerose forze di
lavoro. La distribuzione della popolazione, che vive per un quarto in case
sparse, è molto ineguale; le aree più densamente abitate sono
il Perugino, la conca di Terni, la valle del Tevere fra Città di Castello
e Todi e la Valle Umbra.
GEOGRAFIA ECONOMICA
L'agricoltura, uno dei pilastri fondamentali dell'economia umbra, è
da lungo tempo in crisi. Al declino dell'attività agricola fa riscontro
nel quadro economico regionale l'ascesa del settore industriale, particolarmente
affermato nel Ternano (industrie idroelettrica, siderurgica, meccanica, chimica
e tessile), in minor misura nel Perugino (industrie alimentare, tessile e
grafico-editoriale) e in alcuni fra i centri più vivaci della Val Tiberina
e della Valle Umbra, nei quali operano vari impianti nei settori alimentare,
meccanico e tessile. Come dappertutto è avanzato il terziario che,
con la pubblica amministrazione concorre per la massima parte alla formazione
del reddito. La crisi occupazionale è però assai preoccupante
con un 10% di disoccupati che segna uno dei livelli più alti fra le
regioni del Centro e del Nord. Se si esclude la direttrice ferroviaria e autostradale
Firenze-Roma, che ne lambisce il territorio toccando fra i centri maggiori
solo Orvieto e, limitatamente alla linea ferroviaria, anche Castiglione del
Lago, la regione si trova in posizione piuttosto appartata rispetto alle maggiori
direttrici del traffico nella Penisola Italiana: ciò si ripercuote
anche sul turismo, benché disponga di importantissimi poli di attrazione,
costituiti da alcune fra le città medievali italiane più nobili
per storia, arte e tradizione, quali Perugia , Assisi, Orvieto, Spoleto e
Todi.